Letteratura senza patria, di Emiliano Monge

Quando Juan Marsé corresse la famosa (e vuota) frase di Ayala: “La patria di uno scrittore è la sua lingua” sostenendo che: “La patria di uno scrittore è il linguaggio” il creatore di Ultimas tardes con Teresa ebbe dalla sua parte la ragione, ma non la sostanza. La frase di Marsé, nonostante sia assertiva e ben pensata, rimane vuota tanto quanto quella di Ayala.

E questo vuoto, che in prima battuta potrebbe sembrarci una conseguenza delle parole lingua o linguaggio, le quali sono state a loro volta sostituite da Roberto Bolaño con idioma nel suo discorso dell’ XI Premio internacional de novela Romulo Gallegos, è in realtà conseguenza della parola patria, vestita, svestita e rivestita così tante volte da rimanere senza senso: proprio come il colore bianco che contenendo tutti i colori finisce per non averne nessuno. Continue reading

Roberto Bolaño – La stella distante della letteratura cilena, di Lina Meruane

Pubblichiamo di seguito un’intervista che  la scrittrice Lina Meruane fece nel febbraio del 1998 per la rivista cilena “Caras” ad un ancora poco conosciuto Roberto Bolaño. Buona lettura.

Fino a poco tempo fa, i suoi scritti giravano solo in circoli di lettura selezionati. Venivano considerati una scoperta, e chi osava consigliarli poteva anche vantarsi di aver letto – come se non bastasse – qualcun altro dei sei libri di narrativa, o uno di poesia, pubblicati da Roberto Bolaño (1953). Solo di recente si cominciano a udire i bemolle delle sue storie, una saga notevole in cui si è accostato – con un linguaggio laconico, un umorismo stravagante cui ricorre anche quando parla, e un particolare senso della tenerezza – alla vita di personaggi segnati dall’insuccesso e da una certa sordidezza che non sfocia nello scatologico. Continue reading

Atlante letterario del Golpe di Pinochet, di Rodrigo Pinto

A quarant’anni dalla morte di Salvador Allende e del colpo di stato di Pinochet ripassiamo le opere letterarie che raccontano quell’episodio, le conseguenze e i postumi sulla storia del Cile di oggi.

Il colpo di stato di Pinochet, la morte di Salvador Allende nel Palazzo della Moneda e la dittatura in Cile hanno fornito alle arti, e soprattutto alla letteratura, un materiale straordinariamente potente grazie al quale ridefinire l’immaginario del Paese e fare luce con rigore e sgomento sulla storia recente del Cile. Continue reading

Un’autobiografia e un Manifesto inediti di Roberto Bolaño, di Winston Manrique Sabogal

In occasione dell’uscita di due nuovi testi inediti di Roberto Bolaño apparsi sulla rivista “Granta” pubblichiamo un articolo uscito su El País che riflette sul valore di questi due testi e sull’opera dello scrittore cileno. Buona lettura!

traduzione di Marina Colombini

Continuano a saltar fuori inediti di Bolaño. Stavolta si tratta di due riflessioni sulla sua vita: una personale e l’altra intellettuale. Due brani recuperati dal suo archivio e ceduti dai suoi eredi all’edizione spagnola della rivista “Granta” pubblicati nel numero 13, dedicato all’altra letteratura messicana, quella della non violenza. Testi che servono, dato il forte legame dello scrittore cileno col Messico, a collegare la letteratura del passato di quel paese a quella del presente, dicono gli editori della rivista Valerie Miles e Aurelio Major. Uno degli ultimi inediti pubblicati è il romanzo Il Terzo Reich. Continue reading