Che ne sarà di te?

In una conferenza dal titolo “Tres propuestas para el próximo milenio (y cinco dificultades)” tenuta nel 2000 all’Havana, Ricardo Piglia tentò di rispondere alla domanda di Calvino: Che ne sarà in futuro della letteratura? Il presente testo è stato recentemente pubblicato dal Fondo de Cultura Económica insieme quello di una conferenza di León Rozitchner, che ha per argomento la città (Mi Buenos Aires Querida). Riportiamo di seguito una parte del discorso in cui Piglia cerca di rispondere alla domanda attraverso l’opera di Rodolfo Walsh, la fine del corpo di Eva Perón e la necessità di parlare in modo chiaro quando il linguaggio dell’economia non vuole farsi capire. Continue reading

Letteratura senza patria, di Emiliano Monge

Quando Juan Marsé corresse la famosa (e vuota) frase di Ayala: “La patria di uno scrittore è la sua lingua” sostenendo che: “La patria di uno scrittore è il linguaggio” il creatore di Ultimas tardes con Teresa ebbe dalla sua parte la ragione, ma non la sostanza. La frase di Marsé, nonostante sia assertiva e ben pensata, rimane vuota tanto quanto quella di Ayala.

E questo vuoto, che in prima battuta potrebbe sembrarci una conseguenza delle parole lingua o linguaggio, le quali sono state a loro volta sostituite da Roberto Bolaño con idioma nel suo discorso dell’ XI Premio internacional de novela Romulo Gallegos, è in realtà conseguenza della parola patria, vestita, svestita e rivestita così tante volte da rimanere senza senso: proprio come il colore bianco che contenendo tutti i colori finisce per non averne nessuno. Continue reading

Il gioco del mondo. Il romanzo culto di cinque generazioni di giovani compie cinquant’anni, di Juan Mendoza

In occasione del cinquantesimo anniversario dell’uscita di Rayuela (Il gioco del mondo), il romanzo di Julio Cortázar pubblicato in Argentina nel 1963 che ha rivoluzionato la letteratura e la lettura pubblichiamo questo articolo di Juan Mendoza, critico e scrittore, che ci racconta la storia di come è stato letto fino ad oggi.

traduzione Anna Quaranta

Negli Anni Sessanta, quando uscì, divenne subito un classico; per la sua voluminosità, per l’avanguardismo, per il modo in cui mescolava il surrealismo francese degli Anni Venti al realismo magico del boom latinoamericano. Continue reading

Galassia Saer, di Edgardo Dobry

In occasione dell’uscita in Italia di uno dei romanzi fondamentali della letteratura argentina, Cicatrici (trad. di Gina Maneri) di Juan José Saer, pubblichiamo questo articolo di Edgardo Dobry uscito su El País in occasione della pubblicazione di altri due volumi dedicati all’opera di Saer: l’edizione completa dei racconti e la pubblicazione dell’edizione congiunta dei suoi primi tre romanzi, tra i quali anche lo stesso Cicatrici. Buona lettura

Non è possibile comprendere la letteratura argentina successiva a Borges senza l’autore di En la zona. La recente edizione completa dei suoi racconti e di quattro dei suoi romanzi riporta alla luce l’essenza dell’opera di un autore che ha segnato la recente narrativa del Río de la Plata.

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