Messico 2006-2014: la crisi dei diritti umani, di Diego Osorno

Il Messico soffre di una lunga crisi dei diritti umani visibile oggi a livello internazionale per la sparizione di 43 studenti di una scuola pubblica di Guerrero. L’ultima notizia certa che abbiamo è che questi giovani poveri e di sinistra, per la maggior parte figli di contadini, sono stati arrestati da un gruppo di poliziotti la notte del 26 Settembre 2014 in una città dove è in funzione lo schema del “Comando Unificato”, per cui,  la polizia federale, statale e urbana agiscono in modo coordinato. Continue reading

Sacerdoti di guerra

Nella piazza principale deserta di Ciudad Mier la Pasqua 2014 è silenziosa come una qualsiasi collina in fiamme del nordest del Messico. Soltanto un paio di fotografie di Giovanni Paolo II, ingrandite e poste sui finestroni di una casa coloniale bianca, spiccano come elemento di novità nel paesaggio di una delle cittadine dello stato del Tamaulipas che più sono state segnate dalla guerra dei narcos. Continue reading

Le telegrafiste ungheresi

Amnesia è il nome di uno dei locali notturni che per primi hanno portato la table dance a Monterrey e che vanta legami con potenti politici del PRI dentro al quale, la notte del 30 luglio del 2001, ha fatto irruzione una squadra della polizia locale. I funzionari della giunta comunale del PAN hanno ispezionato i locali e hanno rilevato la presenza di diciannove ballerine, arrestate con l’ “accusa” di essere straniere. Quella stessa notte sono state trattenute nei locali del comune e sono poi apparse nei telegiornali del mattino. Qualche giorno dopo e contro la loro volontà, l’Instituto Nacional de Migración le ha deportate nel loro Paese di origine. Continue reading

Tutti i felini felici, di Emiliano Monge

Una visita alla biblioteca privata di Jorge Luis Borges

Infastidito perché non riesco a rievocare l’immagine che sto cercando, accendo il mio computer, verifico che la rete Wi-Fi dell’hotel non sia intasata (il mio piano è pieno di vampiri colombiani dei gigabyte) ed entro in Google Immagini, alla ricerca di una fotografia che ritragga Borges che ride.

Il primo risultato mi sciocca: foto su foto di una bellissima donna che, senza dubbio, non è l’argentino. Ho scritto Borgen invece di Borges. Le mie dita scoprono una serie televisiva danese che si intitola così: Borgen. Quello che sorride, pensando ai casi della vita, sono io: appena qualche ora prima Kodama aveva mostrato a me, allo scrittore danese Carsten Jensen, Ester Cross, Soledad Costantini e Amalia Sanz la biblioteca privata del defunto. Continue reading