Intervista a Luiz Ruffato, di Giorgio de Marchis

Nell’ambito di una più generale ascesa politica e culturale dei paesi emergenti, verso la fine degli anni Novanta del secolo scorso, ossia circa una ventina d’anni fa, il Brasile ha avviato una serie di misure tese a imporre a livello mondiale una nuova immagine del paese. Oggi, tutto sembra indicare che gli obiettivi principali della diplomazia brasiliana nel breve termine siano il consolidamento del Brasile all’interno del G20 e, nel 2015, l’attribuzione al paese di un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Gli accordi con la Cina (oggi il principale partner commerciale del Brasile), la Russia, l’India e il Sudafrica – espressi attraverso gli ormai celebri acronimi BRIC e IBS – mostrano abbastanza chiaramente in che modo i brasiliani intendano consolidare il proprio ruolo sulla scena internazionale. Continue reading

Uno scrittore alla periferia del mondo, di Luiz Ruffato

A seguire il polemico discorso che Luiz Ruffato ha pronunciato all’inaugurazione della Fiera del Libro di Francoforte 2013 che vedeva il Brasile come Paese ospite. Buona Lettura.

Cosa significa essere uno scrittore in un paese che si trova alla periferia del mondo, un luogo dove l’espressione “capitalismo selvaggio” decisamente non è una metafora? Per me scrivere è impegno. Non posso evitare di vivere all’alba del ventunesimo secolo, di scrivere in portoghese, di abitare in un territorio chiamato Brasile. Si parla di globalizzazione, ma le frontiere sono cadute per le merci, non per il movimento delle persone. Proclamare la nostra peculiarità è un modo per resistere all’autoritario tentativo di schiacciare le differenze. Continue reading

Panorama della letteratura brasiliana dagli anni ’60 a oggi di Luiz Ruffato

XXI SECOLO

Alla fine del discusso governo di Fernando Collor, caratterizzato dall’inflazione, dalla corruzione e dalla crisi delle istituzioni, sale al potere il vice presidente eletto, Itamar Franco, nel dicembre del 1992. Durante il suo breve mandato, il paese entra in una lunga fase di stabilità politica ed economica, grazie all’impulso del governo di Fernando Henrique Cardoso (1995-2002) e coronato dall’elezione di Luiz Ignácio Lula da Silva (2003-2010), un operaio proveniente dal movimento sindacale, e di Dilma Rousseff (2011-2014), economista, ex guerrigliera, prima donna ad assumere la guida del paese. Il consolidarsi della democrazia e il protagonismo economico del Brasile rafforzarono le basi del mercato editoriale creando, per la prima volta, un ambiente favorevole alla professionalizzazione dello scrittore. Continue reading

Panorama della letteratura brasiliana dagli anni ’60 a oggi di Luiz Ruffato

GLI ANNI ’90

Nessuno avrebbe mai immaginato, all’inizio degli anni ’90, che questo sarebbe stato il decennio di transizione da un paese distrutto da crisi istituzionali (il presidente Fernando Collor, sull’orlo di un impeachment, rinuncia all’incarico nel 1992) ed economiche (iperinflazione, confische) a un paese democratico, con un’economia stabile, diversificata e dinamica. Il mercato editoriale, lentamente, torna a scommettere sugli autori nazionali, che si riconquistano, anche se timidamente, le simpatie del pubblico. E il racconto, a poco a poco, guadagna spazio, dividendosi equamente con il romanzo la predilezione di scrittori e lettori. Continue reading

Panorama della letteratura brasiliana dagli anni ’60 a oggi di Luiz Ruffato

La fiera del libro di Francoforte – 9-13 ottobre – quest’anno vede il Brasile come paese invitato. Per celebrare l’evento pubblicheremo, in tre puntate, una breve rassegna della letteratura brasiliana dalla dittatura ad oggi scritto da Luiz Ruffato. Buona lettura.

DITTATURA MILITARE

Non erano passati neanche vent’anni dalla fine della dittatura di Getulio Vargas, che un altro golpe militare soffocò la democrazia sul nascere. La crescita economica impulsata del governo di Juscelino Kubitschek mise in moto uno dei maggiori movimenti migratori interni del paese (principalmente manodopera del Nordest e di Minas Gerais diretta verso la nascente industria di São Paulo). Lo spostamento della capitale a Brasilia provocò un improvviso decadimento dell’importanza economica di Rio de Janeiro e un violento squilibrio nel bilancio dello Stato. Continue reading