Le telegrafiste ungheresi

Amnesia è il nome di uno dei locali notturni che per primi hanno portato la table dance a Monterrey e che vanta legami con potenti politici del PRI dentro al quale, la notte del 30 luglio del 2001, ha fatto irruzione una squadra della polizia locale. I funzionari della giunta comunale del PAN hanno ispezionato i locali e hanno rilevato la presenza di diciannove ballerine, arrestate con l’ “accusa” di essere straniere. Quella stessa notte sono state trattenute nei locali del comune e sono poi apparse nei telegiornali del mattino. Qualche giorno dopo e contro la loro volontà, l’Instituto Nacional de Migración le ha deportate nel loro Paese di origine. Continue reading

Autore della casa, di Daniel Divinsky

Continuiamo a ricordare Rodolfo Walsh, nel giorno del 35° anniversario della tragica desaparición dello scrittore e giornalista argentino, con un articolo di Daniel Divinsky, editore di Ediciones de la Flor, un’interessante testimonianza professionale e personale. L’articolo è  uscito sul supplemento culturale Radar del quotidiano argentino Página12.

traduzione di Chiara Muzzi.

Cercando di essere preciso, consulto uno schedario: sotto la “W” è archiviata una nota del 16 gennaio 1966, scritta su carta intestata della Librería di Jorge Álvarez, con in basso la firma minuscola di Rodolfo. Con essa autorizza una casa editrice ancora inesistente e senza nome, che sarebbe diventata poi Ediciones de la Flor, a includere in una raccolta di racconti su Buenos Aires, ancora senza titolo e che alla fine si sarebbe chiamata Buenos Aires, de la fundación a la angustia, il suo racconto La mujer prohibida, previo pagamento della somma di 15.000 pesos – chissà quanto era allora! – per i diritti. Continue reading

La morte del suo personaggio migliore, Osvaldo Bayer

 In occasione del 35° anniversario della tragica desaparición dello scrittore e giornalista argentino Rodolfo Walsh, 25 marzo 1977, pubblichiamo un articolo di Osvaldo Bayer uscito sul supplemento culturale Radar del quotidiano argentino Página12.

Traduzione di Alessio Mirarchi

Ci sono quattro cose che mi sarebbe piaciuto fare con Rodolfo Walsh. Giocare a scacchi contro di lui in carcere. Per mettermi alla prova, dato che lì dentro sono stato proclamato campione, ma senza soddisfazione. Una finale contro di lui nessuno avrebbe voluto perdersela, perché era bravissimo. La seconda: piantare degli alberi insieme a lui, perché so che gli piaceva lavorare la terra. La terza, lasciare che mi parlasse di letteratura per molto, moltissimo tempo, perché tutto ciò che diceva sui libri che aveva appena letto era da ascoltare con attenzione e da annotare. Qualcosa di nuovo, di diverso. Vedeva la letteratura con altri occhi. E la quarta, incontrarci nel caffè El Foro, all’incrocio tra Avenida Corrientes e Uruguay, e parlare delle cose di oggi. Sì, di quelle che troviamo dietro l’angolo, dopo ottant’anni di vita, dopo che ne abbiamo viste e vissute così tante. Continue reading