Lettera di un israeliano indignato, di Uriel Kon

23/07/2014

Vergogna, rabbia e impotenza. Questo è ciò che provo a vivere dentro o accanto alla società israeliana: per la maggior parte un cumulo di individui che hanno subìto un sistematico lavaggio del cervello, sin da piccoli. Cervelli lavati e lavatori di cervelli professionisti; oppressori che in qualche modo sono riusciti a sviluppare un meccanismo di autoconvinzione, una totale insensibilità di fronte alla sofferenza altrui – tutto ciò unito a un indelebile sentimento di superiorità, paradossalmente misto a ignoranza, volgarità e razzismo virulento. Razzismo e discriminazione, praticati sia sul piano personale sia su quello istituzionale. Continue reading

L’avvoltoio di New York, di Alfredo Somoza

Lo statunitense Paul Singer, 69 anni, ha una fortuna personale valutata in 1,2 miliardi di euro grazie alla proprietà del Fondo Elliott Capital Management, gestore di 11 miliardi di dollari. Attraverso la Elliott, Singer opera sul mercato del debito sovrano in sofferenza, acquistando quando i bond sul debito sono sottovalutati per poi tentare la causa contro lo Stato emittente per incassare il valore nominale più gli interessi. Grazie a questa “specialità”, il suo fondo è stato battezzato “avvoltoio”, nel senso che si ciba di cadaveri, cioè di debiti di paesi falliti, dando il colpo finale a economie già duramente provate. Continue reading

Tutti i felini felici, di Emiliano Monge

Una visita alla biblioteca privata di Jorge Luis Borges

Infastidito perché non riesco a rievocare l’immagine che sto cercando, accendo il mio computer, verifico che la rete Wi-Fi dell’hotel non sia intasata (il mio piano è pieno di vampiri colombiani dei gigabyte) ed entro in Google Immagini, alla ricerca di una fotografia che ritragga Borges che ride.

Il primo risultato mi sciocca: foto su foto di una bellissima donna che, senza dubbio, non è l’argentino. Ho scritto Borgen invece di Borges. Le mie dita scoprono una serie televisiva danese che si intitola così: Borgen. Quello che sorride, pensando ai casi della vita, sono io: appena qualche ora prima Kodama aveva mostrato a me, allo scrittore danese Carsten Jensen, Ester Cross, Soledad Costantini e Amalia Sanz la biblioteca privata del defunto. Continue reading

Mardulce

Quando è nata Mardulce?

Abbiamo iniziato a lavorare nel marzo del 2011 e i primi libri sono stati pubblicati a settembre dello stesso anno.

 Può descrivere il lavoro della casa editrice?

Siamo una casa editrice interessata a riflettere su ciò che è contemporaneo, sullo status della contemporaneità. Per questo pubblichiamo giovani o nuovi autori, ma anche testi con più di 100 anni che mantengono viva un’inquietudine per ciò che è attuale, che ci permettano di posizionarci come una casa editrice “di scoperte”.

Siamo una piccola casa editrice, pubblichiamo circa 12 libri l’anno. Abbiamo tre collane: Ficción (romanzi e racconti) Ensayo (centrata su saggi di letteratura e di estetica) e Tiempo (di interesse socio-politico). Stiamo per lanciare una quarta collana di saggi filosofici, di ricerca di nuovi autori, in questo caso, di filosofia. Pubblichiamo autori argentini, latinoamericani e traduzioni (fino ad ora dal francese, inglese, portoghese e tedesco). Pubblichiamo molti autori giovani, alcuni molto famosi a livello internazionale (Jean Echenoz, Cynthia Ozick, Michael Hardt, etc.) e classici – generalmente inediti in spagnolo- che vale la pena scoprire (Victor Segalen, Roland Firbank, etc). Continue reading