Quarto teste: che ne pensa il capo

“Beh, devo dire che ormai è praticamente una leggenda qui al distretto: è uno della vecchia guardia, sa cosa sono i segreti, le difficoltà, non c’è mai bisogno di ringraziarlo, lui lo sa quello che deve fare. E poi, a dirla tutta, è uno che sa vivere, non si fa mancare niente, si tratta bene in fatto di cibo, di birre e di sigari: i  sono i suoi preferiti. Sì, se ne intende parecchio e non mi dispiace chiedergli qualche consiglio a proposito. È uno di cui ci si può fidare: lui lo sa quali sono i problemi di noi poliziotti, non tanto i morti, quanto quelli che spariscono. Perché una sparizione è un oltraggio al nostro sistema di informazioni, alle carte d’identità, ai passaporti, ai codici fiscali, a tutto… e lui è uno che capisce bene certe cose, che bisogna stare appresso alle scartoffie, essere meticolosi. Insomma sa fare il suo lavoro il nostro ispettore Ramos. Anche se non capisco se ce l’ha con tutti noi del distretto, me compreso, o è solo il suo modo di stare in mezzo agli altri. Non capisco, devo dire, se questo lavoro gli piace davvero, a volte sembra di sì, ma mi pare che se fosse per lui passerebbe il tempo a prendersela con le donne che fanno la dieta, con le strade a senso unico, con l’avvicinarsi dell’estate…” Il commissario di polizia

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