Eterna Cadencia

Quando è nata Eterna Cadencia?

Pablo Braun, proprietario della casa editrice ha aperto le porte della libreria Eterna Cadencia nel 2005. Nel 2007 ci siamo visti con Pablo per prendere un caffè. Lui aveva voglia di mettere su una casa editrice e io – che lavoravo da anni in case editrici più o meno grandi – volevo cambiare il senso del mio lavoro editoriale e ripensare le basi. E così decidemmo di mettere su il progetto editoriale di Eterna Cadencia. Abbiamo pubblicato i primi libri nell’agosto del 2008.

Può descrivere il lavoro della casa editrice?

Volevamo e vogliamo essere una casa editrice piccola/media (non mi piace la denominazione “casa editrice indipendente”) e professionale, in cui il catalogo sia pensato, come sempre diciamo, come un modo per partecipare e intervenire nei dibattiti locali e regionali. Sia attraverso i “recuperi” (riedizioni di libri che non circolano da vari decenni) sia attraverso la pubblicazione di nuovi autori. Ci interessa rendere visibili (o ascoltabili) testi e voci che apportano qualcosa partendo dalla loro lingua, dalle loro idee, dai mondi che creano. Ci interessa contrapporre un certo modo di pubblicare che sia differente da quello di certi gruppi editoriali, ma senza dimenticare che una casa editrice è comunque un progetto culturale e al tempo stesso un’impresa che deve sopravvivere.

Qual è stato il primo libro che avete pubblicato?

Il primo mese, agosto 2008, abbiamo pubblicato tre libri in contemporanea: Cuarteto para autos viejos, romanzo di Miguel Vitagliano e Sexo y traición en Roberto Arlt e Introducción a la lectura de Jacques Lacan, entrambi di Oscar Masotta.

Quali caratteristiche deve avere un autore per pubblicare con Eterna Cadencia?

Le scritture che cerchiamo sono quelle che dicono qualcosa del mondo, della lingua, dei conflitti e delle tensioni che ci attraversano. Cerchiamo scritture che estremizzino il linguaggio, che lavorino consapevolmente con esso, che non si adattino a trame “interessanti” ma la cui struttura, stile, sintassi dicano tanto come i loro personaggi. Cerchiamo testi che ci commuovano e desideriamo far conoscere a più lettori possibili.

Quali sono i titoli più venduti? E quali quelli rappresentano meglio la vostra linea editoriale?

Bisognerebbe vedere se le due cose sono in relazione. Direi che non è necessariamente. Comunque sia, credo che per come pensiamo il catalogo, ognuno dei nostri libri potrebbe “rappresentare” molto bene la casa editrice. Per la narrativa i libri più venduti sono i Cuentos reunidos di Felisberto Hernandez; i libri dell’irlandese Claire Keegan e i primi romanzi di Julián López (Una muchacha muy bella) e di Gabriela Cabezón Camara (La virgen cabeza).

Come descriverebbe la situazione dell’attuale industria editoriale del suo paese? E in generale in America Latina?

Sempre precaria. Mancano nel nostro paese politiche di sostegno a lunga termine, di aiuto per l’industria editoriale e dei lettori. A tutto questo si aggiunge l’incertezza del libro elettronico. E visto che ci siamo, a questo si aggiunge anche la crisi europea.

I vostri libri si traducono all’estero?

Si traducono poco, anche se ultimamente il panorama sta cambiando e grazie a Lumbre di Hernan Ronsino e a Una muchacha muy bella di Julián Lopez, stiamo cominciando a vedere i nostri libri tradotti in molte e diverse lingue.

Quali paesi europei sono maggiormente interessati alle vostre pubblicazioni?

Direi la Francia, ma credo che sia una questione di tradizione di entrambi i paesi.

Qual è il prossimo libro che pubblicherete e perché ne consiglierebbe la lettura?

A marzo, esce il nuovo potente e meraviglioso romanzo di Gabriela Cabezón Cámara, Romane de la negra rubio, e Sobre Kafka, di Walter Benjamin, per la prima volta tradotto integralmente in spagnolo, libro che ci riempie di emozione e orgoglio.

Leonor Djament è direttore editoriale della casa editrice Eterna Cadencia. La foto è di Gustavo Pascaner.

 

 

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Traduzione di Raffaella Accroglianò

Raffaella Accroglianò sono nata e cresciuta a Roma, ho vissuto e studiato in Spagna e ho lavorato e vissuto in Argentina. Dal 1996 studio, leggo e amo la lingua spagnola. Mi sono occupata di cooperazione internazionale, bambini in situazione di rischio e abbandono, carcere, urgenze sociali di varia natura e traduzioni. Nel 2009 mi sono avvicinata al mondo dell’editoria promuovendo autori argentini. Ho letto e schedato libri per Ponte alle Grazie e per la Voland. Dal 2011 collaboro con il blog delle edizioni Sur. Insegno la lingua italiana agli stranieri e la lingua spagnola agli italiani.

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