Diario di traduzione/ Sexografías II

di francesca bianchi

INTERNO GIORNO.

Studio di casa mia. Ore 9.00 del mattino.

AVVISO: Gli allergici allo spoiler devono abbandonare questo post immediatamente.

Una delle cose divertenti (leggi rognose) della traduzione sono i giochi di parole. L’autrice, nel mio caso, ne utilizza alcuni molto pregnanti (leggi intraducibili). Uno è questo:

AMBIENTAZIONE: un appartamento a Parigi;

INTERPRETI: Venesa, Frederic, Gabriela.

In uno degli episodi del libro assistiamo a questa scena: Vanesa e Frederic sono una coppia, Vanesa è una transessuale; Frederic un francese che parla un miscuglio di lingue, tra cui anche lo spagnolo. Gabriela, l’autrice, chiede a Frederic dove ha conosciuto Vanesa.

– Aquí en esta casa cuando…

– Ya le conté, cállate.

– No eres muy cariñosa, ¿no Vanesa?

No he podido evitarlo.

– Yo soy muy cariñoso – dice Frederic en castellano – pero él no.

Recordé que ella en francés se pronucia él (elle).

Il gioco quindi è tra due lingue, spagnolo e francese, e funziona per assonanza. In francese elle (lei) suona come él (lui) in spagnolo. Per fortuna ho fatto il liceo linguistico, molti anni fa… Spolverando un po’ tra i cassetti della memoria ricordo che tra l’italiano e il francese c’è assonanza tra il complemento di termine lui (che vale sia per il femminile che per il maschile, a lui/a lei) e il corrispettivo italiano maschile. Tombola!

Ma come sarebbe quindi la frase con il complemento di termine?

PAUSA PRANZO. E intanto siamo arrivati alle 14.00. Cestini per gli attori e le comparse e zuppa riscaldata per gli sceneggiatori. Sempre la solita.

continua…

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