Diario di traduzione/ La mia vita è un romanzo III

Vi sembrava che fosse facile tradurre un romanzo per ragazzini, dite la verità…

E invece no. Specie quando di quegli stessi ragazzini (che poi sono l’io-narrante Derek e i suoi futuri lettori) è in gioco anche il linguaggio, il modo di esprimersi.

A voler essere sincera, devo ammettere che il testo di Janet Tashjian semplifica un po’ le cose, tratteggiando un personaggio spumeggiante e credibilissimo, la cui strenua opposizione alla logica degli adulti risiede più nei fatti che nei discorsi. Ciò non toglie che – tra una mattana e l’altra – le riflessioni e le osservazioni di Derek siano al tempo stesso di una semplicità disarmante e di una profondità commovente.

Un paio di esempi.

Il padre del Nostro è un disegnatore che realizza storyboard per il cinema. Nell’ambiente in cui si muove, la concorrenza è spietata e i suoi rivali sembrano essere ogni giorno più giovani. La constatazione lo deprime, e Derek pensa bene di intervenire. Come? Semplice. Si arma di pennarello e, mentre il padre dorme pesantemente sul divano, gli “rifà il look”, disegnandogli sul viso baffi e basettone. Sfortunatamente, il pennarello in questione si rivela indelebile, e la mattina seguente il signor Fallon porta ancora le tracce dell’opera del figlio, alle quali ha però aggiunto maglietta aderente e gel per capelli. Per quanto abbia un’aria buffa, osserva Derek, il suo tentativo di ringiovanirsi mi rende triste. Adesso tocca a me consigliarlo. «Non dovresti preoccuparti per quei tizi giovani che si prendono tutti i lavori» dico. «Tu sei un bravo illustratore. Devi solo fare quello che hai detto a me: continuare così.»

La signora Fallon, invece, è una veterinaria, e forse Derek ha ereditato da lei l’amore per gli animali. Per Bodi, l’anziano cane di casa che lo segue come un’ombra, il ragazzo nutre un affetto sconfinato. E Pedro, la scimmietta che assiste un giovane paraplegico, suscita in lui emozione e rispetto. Nel guardare alcuni video che illustrano le fasi dell’addestramento di Pedro, Derek si stupisce della sua tenacia e dei suoi progressi: Penso al primo video e a quanto Pedro abbia lottato contro quell’interruttore, poi lo guardo adesso, mentre corre a raccogliere il telecomando che Michael ha lasciato cadere. […] Ricordo che l’anno scorso la signora Williams ha parlato in classe dell’evoluzione. Forse evolvere è quello che dovremmo fare… tutti, sempre.

Curioso come, a volte, sentimenti profondi e concetti importanti possano essere espressi in termini tanto semplici, vero?

continua…

SIMONA BROGLI è nata e vive a Modena con suo marito e i suoi due cani.

Benché laureata in Lingue all’Università di Bologna con una tesi incentrata proprio sulla traduzione, non “vede la luce” per alcuni anni e approda al mondo dell’editoria collaborando inizialmente con un professionista già affermato che coglie le sue potenzialità.

Dopo la classica gavetta, comincia a lavorare per svariate case editrici traducendo narrativa e saggistica dal francese e dall’inglese, per poi specializzarsi – se così si può dire – nella narrativa per ragazzi.

My Life as a Book, di Janet Tashjian, è la sua ultima fatica.

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