Diari di traduzione / Missing 1

di Chiara Muzzi

Eccoci qui per una nuova avventura. Dopo due messicani, questa volta si tratta di un cileno, Alberto Fuguet, vincitore in Cile del Premio della Critica UDP nel 2010 per il suo Missing: una investigación, il libro di cui vi parlerò nei prossimi mesi. Uno dei problemi che ho già incontrato è la presenza massiccia di parole in inglese, sia nei dialoghi sia nella narrazione. Cosa fare? Lasciare l’inglese, lingua straniera sia per un hispanohablante sia per un italiano? Tradurle solo nella narrazione? Ma per i cileni, primi destinatari del libro, l’inglese suona davvero così straniero? E poi i titoli dei film: che italiano capirebbe che Reality Bites è in realtà Giovani, carini e disoccupati, film di Ben Stiller del 1994, o che The Shawshank Redemption qui si conosce come Le ali della libertà, sempre del 1994 di Frank Darabont? Altro problema: il linguaggio gergale. Mi sono imbattuta in un’intera pagina in cui il protagonista spiega al nonno le varianti della parola-jolly huevón, sempre sulla bocca di qualsiasi cileno che si rispetti in varie combinazioni: puta la hueá, hueón, el huevón huea, no huevís, ¿me estás hueveando? Che parola triviale italiana si presta meglio a essere usata nei più svariati contesti? Accetto consigli, il cantiere è appena iniziato…

Print Friendly

2 Comments Diari di traduzione / Missing 1

  1. Alessio

    Dio mio, con “huea – huevòn” sei proprio nei guai. Io così a naso ti suggerirei l’unica cosa di cui sono certo perché l’ho sentito spesso mentre ero lì: in Cile sono parole che a seconda del contesto cambiano di molto il loro significato, possono essere molto offensive oppure neutre, dipende anche dal tono a volte.
    Ho una pagina di diario di un mio viaggio in Cile scritta da un’amica cilena cui avevo chiesto di spiegarmi alcuni termini gergali:
    Puta la wea (sì, l’ha scritto con “w”): por desgracia
    weòn: amigo – insulto(tonto)
    También se dice: “pasame la wea” (indicando algo, pasame esa cosa).

    Ah, e poi ricordo che un amico cileno mi raccontò che una volta lo stavano rapinando, mentre il ladro gli puntava la pistola contro lui cercava di sviare il discorso su altri argomenti parlando di calcio perché il malvivente portava una maglietta della stessa squadra per cui tifava lui. Quindi gli disse qualcosa come “lasciami andare, tifiamo anche per la stessa squadra” quello risposte “Huevon , esa wea ya no importa”. Non so, forse poteva servirti capire che può essere usato in molti contesti diversi.

    In sostanza, credo che rendere in italiano la polisemia di questo termine cileno non sia possibile. Spero che ci stupirai.

    Reply

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *