Coca e nuvole

Tratto da “il Fatto Quotidiano” del 17 luglio 2013
Traduzione di Carlo Antonio Biscotto
Si ringrazia il giornale e il traduttore per la gentile concessione.

Narcos, catturato l’ultimo boss “Zetas” al tramonto
Nato come un feroce gruppo paramilitare, ora sarà solo uno dei clan familiari messicani

Di Diego Osorno

Nuevo Laredo è una città del nord-est del Messico circondata dai monti e con la terra bruciata dal sole. Sulla sua strada principale passano migliaia di camion al giorno che trasportano merci legali e illegali da e verso gli Stati Uniti. Sebbene non sia conosciuto come Tijuana o Ciudad Juarez, si tratta di uno dei posti di frontiera terrestri con il maggior traffico commerciale dell’America Latina. L’economia legale ha come principale terminale il Texas mentre se parliamo di mercato nero, la cocaina che passa da qui finisce direttamente nelle strade di New York.
Oltre alla strada principale e alle altre strade asfaltate, Nuevo Laredo è circondato anche da un labirinto di viottoli e stradine tipo western che portano verso i sentieri di campagna dove si appalesa anche la vita delle ombre. All’alba di lunedì scorso, secondo la versione ufficiale, viaggiava in uno di questi luoghi del nord-est del Messico, Miguel Angel Treviño. Era accompagnato solamente da una scorta che portava 8 armi pesanti e 500 cartucce e da un contabile che recava con se due milioni di dollari in contanti. Né l’arsenale né il denaro – in una regione nella quale entrambe le cose sono essenziali per sopravvivere – hanno impedito l’arresto di colui che era considerato il capo dei Los Zetas.
L’organizzazione fu fondata nel 2000 da 32 militari disertori dell’esercito messicano. Tra il 2004 e il 2009 , suo periodo di ascesa nel mondo della criminalità, si impose per la sua struttura orizzontale, la crudeltà di alcune operazioni e la capacità di resistere al Cartello di Sinaloa, il gruppo più antico e potente del Messico. Il potere dei Los Zetas è cominciato a scemare dal febbraio 2010 in parte per la collaborazione con la Dea di uno dei fondatori, il detenuto Osiel Cardenas Guillen, e in parte per alcune incursioni a sorpresa nel suo territorio a opera di gruppi armati ufficiali e non. Non scemò solamente il suo potere. Nell’ottobre del 2012 l’ultimo dei militari fondatori dell’organizzazione ancora in attività, Heriberto Lazcano, fu dichiarato ufficialmente morto anche se il suo cadavere non è stato trovato e Lazcano risulta scomparso.
Tramontava in questo modo il segno distintivo che contraddistingueva Los Zetas da tutte le altre organizzazioni di narcotrafficanti: la sua origine militare. Miguel Angel Treviño Morales, che non veniva dai ranghi dell’esercito anche se aveva prestato sevizio nelle forze di polizia di Tamaulipas, divenne il nuovo capo dell’organizzazione. La prova che d’ora innanzi non si può più parlare di Los Zetas va individuata nel fatto che il successore di Miguel Angel è Omar, uno degli altri 11 fratelli cresciuti tra Nuevo Laredo e Dallas, in Texas. È probabile che Los Zetas smettano di essere un’organizzazione mercenaria e particolarmente efficace per la sua struttura paramilitare per trasformarsi nel clan familiare tipico della storia del narcotraffico in Messico. Così come il Cartello di Tijuana si trasformò nell’organizzazione degli Arellano Felix e il Cartello di Juarez nell’organizzazione dei Carrillo Fuentes, Las Zetas diventeranno il gruppo dei Treviño Morales. Los Zetas rimarranno sicuramente come sinonimo di estrema violenza e crudeltà. Il nuovo governo ha lanciato una vera e propria campagna per vantarsi dell’arresto del capo di Las Zetas “senza sparare un solo colpo d’arma da fuoco”.
Però, come sostengono molti analisti, a Nuovo Laredo, Tamaulipas, non si può cantare vittoria. El mañana de Nuevo Laredo, un giornale molto serio che si pubblica da oltre 80 anni, ha dato sul suo sito web la sola notizia dell’arresto. Invece ha pubblicato numerosi, dettagliati servizi sui disordini in Egitto. Nuevo Laredo fa parte dello stato di Tamaulipas, nel quale non esiste completa libertà di espressione e di parola. Alcuni blogger sono stati impiccati agli angoli delle strade per qualche tweet e decine di giornalisti hanno abbandonato la città nel silenzio totale dei cittadini e delle istituzioni. In questa regione il nemico del diritto all’informazione ha due volti: da un lato l’origine militare dei Los Zetas, dall’altro il fatto che da oltre 90 anni è al governo lo stesso partito politico. Una perfetta combinazione per far prosperare la narcopolitica. Durante i preparativi dell’operazione che ha portato alla cattura di Z-40 che ha comportato l’utilizzo di quattro veicoli terrestri e un elicottero, i capi dell’esercito e della marina messicana questo fine settimana si sono recati a Washington per incontrare alti ufficiali del Pentagono. Si è trattato del primo incontro ufficiale dei rappresentanti militari del nuovo governo di Enrique Peña Nieto.
Negli stessi giorni in alcune città nelle quali sono presenti gli uomini di Las Zetas, sono apparsi nelle strade principali manifesti con un messaggio del Cartello di Sinaloa a Miguel Angel Treviño Morales nel quale in sostanza si annunciava la sua morte e si denunciavano i suoi rapporti con le autorità corrotte e, in particolare, con il comandante Wenceslao Gaznarez e con il sindaco corrotto Benjamin Galvan. Il messaggio recava la firma di El Chapo Guzman, capo del Cartello di Sinaloa. .
Con la cattura di Treviño possiamo prevedere che, dopo un decennio di cruenta guerra per il controllo del narcotraffico diretto verso gli Stati Uniti, guerra che ha comportato scontri e massacri aggravati dall’incoerente politica militare del precedente governo di Felipe Calderon, il narcotraffico messicano si avvia a tornare al suo vecchio assetto: dall’oligopolio violento al monopolio criminale e pacifico. Una cosa è certa: a seguito dell’arresto di Miguel Angel Treviño a Nuevo Laredo, i consumatori di cocaina di New York avranno qualche difficoltà per procurarsi le dosi.
Presto tutto tornerà alla normalità.

L’autore ha scritto
“Z, la guerra dei narcos”, edito
in Italia da “laNuovafrontiera”

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1 Comment Coca e nuvole

  1. Marco Leofrigio

    Chi meglio di Diego Osorno ci poteva illustrare la conseguenza principale dell’arresto di Trevino ? meglio di lui chi altri conosce i Los Zetas ? e complimenti per il suo coraggio davvero immenso: il libro Z la guerra dei narcos è straordinario. Invitiamolo per un incontro in Italia ?!

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