Cicatrici di Juan José Saer: un romanzo a forma di estuario, di Fabio Stassi

 

In attesa dell’uscita de L’indagine di Juan José Saer, pubblichiamo un articolo di Fabio Stassi sullo scrittore argentino e sul suo Cicatrici.

Ci sono libri che fanno male, che lasciano cicatrici, com’è il titolo di questo romanzo di Juan José Saer, pubblicato per la prima volta nel 1969. Libri attraversati verticalmente dal dolore e che ti attraversano, rigo dopo rigo. Non sono letture da cui si esce indenni. Mettono a disagio, fanno venire vergogna. Rinnovano, senza anestesia, “le prime ferite della comprensione e dello stupore”. Continue reading

Montevideo, memoria costante di Benedetti

Percorriamo la capitale uruguaiana cercando l’ombra del suo poeta più famoso.
Lo scorso 17 maggio c’è stato il quinto anniversario della morte dello scrittore.

Le città che sono state lette prima di essere visitate si trasformano in ricordi che il lettore sa come filtrare nella memoria. Gli abitanti delle città lette in precedenza sono personaggi con un passato finito. I loro angoli, i bar, i giardini, le facciate, sono scenografie ricordate con un minimo sforzo. L’accento e il modo di parlare delle loro genti hanno un alone premonitore. Le passeggiate per le strade delle città che sono state lette prima di essere visitate sono un déjà vu inaspettato per il lettore, quindi, volente o non volente, il lettore, il visitatore, si trasforma in un altro personaggio di quel quadro costumbrista che già aveva delineato nella sua testa dalla lettura dei libri. Continue reading

Afonso Cruz, La morte non ascolta il pianista

Il deserto, un saloon, un pistolero di nome Harold Estefania e Rose Grant, la bionda. Sono gli ingredienti del western preferito di Rosa, la protagonista di Gesù beveva birra.

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Io sono il deserto.
Tutti i deserti sono uguali perché quando stiamo in compagnia possiamo stare in compagnia in mille modi diversi. Dipende da chi ci sta intorno, o da ciò che ci circonda. Ma la solitudine è una sola, è sempre la stessa. Per questo, io sono tutti i deserti in tutta la loro vastità, poiché la mia solitudine è la solitudine di tutte le persone, di tutti gli esseri viventi, di tutte le pietre, di tutte le perdite. Continue reading