Diario di traduzione / Los ingrávidos 3

Nel romanzo Los Ingrávidos di Valeria Luiselli c’è una poesia del messicano Gilberto Owen che si intitola “Autorretrato o del subway”. In italiano non è mai stata tradotta. Ma a parte la poesia, che è un altro paio di maniche, il termine subway ricorre piuttosto frequentemente all’interno del romanzo poiché è ambientato a New York e come sappiamo nello spagnolo messicano c’è un grande utilizzo di parole in inglese. Considerato che per un pubblico italiano forse risulta meno familiare utilizzare subway, verrebbe spontaneo sostituirla, senza perdere granché, con la nostra parola metropolitana. Ma ovviamente non finisce qui. Continue reading

Diari di traduzione / Los ingrávidos 2

Anche se con il lavoro sono già a buon punto (in termini di pagine, non certo di soluzioni), posso comunque dirvi quanto ho vacillato quando ho letto, già nella prima pagina, una dichiarazione di stile da parte dell’autrice, ovvero “no encuentro los tiempos verbales precisos”. E il mio pensiero è stato: “E come dovrei trovarli io, allora?” Ma l’avvertimento, che per ora rimane solo un avvertimento, apre subito la strada a quello che può forse presentare il primo problemino: el niño mediano. Continue reading

Diari di traduzione / Los ingrávidos 1

Rispetto ai primi libri, l’organizzazione del mio lavoro di traduzione è decisamente migliorata (rileggo sempre, al massimo il giorno dopo, le pagine che ho appena tradotto; non lascio troppi dubbi in sospeso, per lo meno quelli facilmente risolvibili; non lavoro mai “a tirar via” se sono stanca; mollo quando perdo la concentrazione.) È vero anche però che incaponirsi a volte su alcuni termini è inutile e controproducente. Ma questo me lo dico quando devo giustificarmi perché l’anarchia del mio metodo senza regole ha preso il sopravvento senza che me ne accorgessi. E così, anche questa volta, per un motivo o per un altro, i miei buoni propositi (come quello di non avviare questo blog “in differita”…) sono andati a farsi friggere. Ma al carattere frammentario della narrazione de Los ingrávidos di Valeria Luiselli non poteva non corrispondere la spontanea frammentarietà della mia dedizione. (La protagonista fa anche la traduttrice, c’è solidarietà)