Manifesto del giornalismo infrarealista, Diego Osorno

Due giornalisti di cronaca nera di Nuevo Laredo osservano il cadavere di un uomo ucciso e sentono che la morte – il loro unico nemico ideologico – è proprio lì, al loro fianco. All’improvviso uno dei due dice: «Questa non è una guerra, è una carneficina.»

Cronisti con borse di studio della fondazione di Gabriel García Márquez vanno a una festa di gala organizzata dal governatore dello stato e dal capo. L’anno dopo il capo muore colpito da una scarica di proiettili in un ristorante di Guadalajara e il governatore viene nominato ministro dell’Economia.

Un presidente senza popolo dichiara guerra ai tornado. Continue reading

Mio padre è un capo, di Diego Osorno

Durante il fine settimana, mentre guardavo gli account twitter dei figli degli attuali baroni della droga di Sinaloa, mi sono ricordato di un giovane che ha vissuto negli stessi ambienti di questi ragazzi, però durante un’epoca distinta del Paese. Nel secolo scorso.

Gli odierni golden boys del narco sono giovani che, se non viene regolato il mercato delle droghe, seguiranno le orme dei loro padri e, probabilmente, in modo ancora più feroce.

Per giungere a queste conclusioni non serve sbirciare i loro account twitter o le pagine facebook. Da tempo sappiamo che la legge della giungla che vige in Messico permette in ugual misura al sindaco di Monterrey, Margarita Arellanes, di arricchirsi velocemente e senza una ragione apparente e a questi ragazzi di ostentare pubblicamente le loro armi di grande calibro, e di vantarsi degli omicidi commessi e della mansuetudine dei loro felini selvaggi. Continue reading

Otto storie di Ciudad Juárez, di Judith Torrea

 Al di là delle pagine dei giornali e di molte riviste, Ciudad Juárez raggiunge alti picchi di orrore ma anche di altruismo e resistenza cittadina. La giornalista spagnola Judith Torrea ricostruisce lo scenario di questa città di frontiera attraverso le storie di otto persone in un articolo pubblicato nel 2009 sulla rivista Letras Libres.

Ritorno a Ciudad Juárez

«Ti posso prestare la mia scorta per andare dall’altra parte. Sono persone di fiducia.»

Con la massima tranquillità una sconosciuta mi ha appena messo a disposizione parte della propria vita. Non so come reagire: se ringraziarla per poi declinare l’offerta oppure prendere il suo gesto come un presagio di quello che sarà il mio ritorno a Ciudad Juárez.

«È molto pericoloso» mi spiega, «e tu sei una giornalista, donna, giovane e straniera. Hanno ucciso un giornalista da poco. Ne ammazzano anche quindici, venti al giorno.» Continue reading

La Patagonia, di Leila Guerriero

La Patagonia argentina è un territorio che comprende le province di Neuquén, Río Negro, Chubut, Santa Cruz, Terra del Fuoco, l’Antartico e le isole dell’Atlantico del Sud. Senza voler esagerare – e non contando l’Antartico e le isole – la sua superficie è di 787.800 chilometri quadrati ed equivale a venti volte la Svizzera. Ma se la Svizzera ha un totale di 7.260.000 abitanti, la Patagonia ne ha appena 1.738.000: meno della città di Buenos Aires. Continue reading

Coca e nuvole

Tratto da “il Fatto Quotidiano” del 17 luglio 2013
Traduzione di Carlo Antonio Biscotto
Si ringrazia il giornale e il traduttore per la gentile concessione.

Narcos, catturato l’ultimo boss “Zetas” al tramonto
Nato come un feroce gruppo paramilitare, ora sarà solo uno dei clan familiari messicani

Di Diego Osorno

Nuevo Laredo è una città del nord-est del Messico circondata dai monti e con la terra bruciata dal sole. Sulla sua strada principale passano migliaia di camion al giorno che trasportano merci legali e illegali da e verso gli Stati Uniti. Sebbene non sia conosciuto come Tijuana o Ciudad Juarez, si tratta di uno dei posti di frontiera terrestri con il maggior traffico commerciale dell’America Latina. Continue reading