Messico 2006-2014: la crisi dei diritti umani, di Diego Osorno

Il Messico soffre di una lunga crisi dei diritti umani visibile oggi a livello internazionale per la sparizione di 43 studenti di una scuola pubblica di Guerrero. L’ultima notizia certa che abbiamo è che questi giovani poveri e di sinistra, per la maggior parte figli di contadini, sono stati arrestati da un gruppo di poliziotti la notte del 26 Settembre 2014 in una città dove è in funzione lo schema del “Comando Unificato”, per cui,  la polizia federale, statale e urbana agiscono in modo coordinato. Continue reading

Sacerdoti di guerra

Nella piazza principale deserta di Ciudad Mier la Pasqua 2014 è silenziosa come una qualsiasi collina in fiamme del nordest del Messico. Soltanto un paio di fotografie di Giovanni Paolo II, ingrandite e poste sui finestroni di una casa coloniale bianca, spiccano come elemento di novità nel paesaggio di una delle cittadine dello stato del Tamaulipas che più sono state segnate dalla guerra dei narcos. Continue reading

Le telegrafiste ungheresi

Amnesia è il nome di uno dei locali notturni che per primi hanno portato la table dance a Monterrey e che vanta legami con potenti politici del PRI dentro al quale, la notte del 30 luglio del 2001, ha fatto irruzione una squadra della polizia locale. I funzionari della giunta comunale del PAN hanno ispezionato i locali e hanno rilevato la presenza di diciannove ballerine, arrestate con l’ “accusa” di essere straniere. Quella stessa notte sono state trattenute nei locali del comune e sono poi apparse nei telegiornali del mattino. Qualche giorno dopo e contro la loro volontà, l’Instituto Nacional de Migración le ha deportate nel loro Paese di origine. Continue reading

L’ultima estate, di Lilia Ferreyra

Era la notte del 24 marzo 1977. Sullo stretto tavolo di legno, che usava come scrivania e che liberavamo per mangiare, c’erano le prime cinque copie della “Lettera aperta di uno scrittore alla Giunta Militare”. Uscimmo di casa e ci fermammo sotto il cielo sgombro di nubi, lucente di stelle. Rodolfo cominciò˜ a indicarle, disegnando in aria le costellazioni, come tante altre volte dal molo oramai scomparso sul fiume Carapachay. La sua osservazione non era mai passiva. Aveva studiato le costellazioni e gli piaceva situare le formazioni celesti mentre discorreva di anni luce e dimensioni ultraterrene, come quelle nelle quali decenni prima aveva immaginato lo spazio tridimensionale di una scacchiera per scrivere il racconto di una partita tra gli dèi. In quel momento, gli dèi non esistevano, però˜ esistevano le mappe terrestri che l’hanno sempre accompagnato. Aveva bisogno di conoscere con esattezza ossessiva i territori nei quali viveva, sapere in anticipo gli itinerari lungo vie e luoghi, conoscere, dal punto di vista cartografico, lo spazio nel quale si sarebbe mosso. Continue reading