Lettera di un israeliano indignato, di Uriel Kon

23/07/2014

Vergogna, rabbia e impotenza. Questo è ciò che provo a vivere dentro o accanto alla società israeliana: per la maggior parte un cumulo di individui che hanno subìto un sistematico lavaggio del cervello, sin da piccoli. Cervelli lavati e lavatori di cervelli professionisti; oppressori che in qualche modo sono riusciti a sviluppare un meccanismo di autoconvinzione, una totale insensibilità di fronte alla sofferenza altrui – tutto ciò unito a un indelebile sentimento di superiorità, paradossalmente misto a ignoranza, volgarità e razzismo virulento. Razzismo e discriminazione, praticati sia sul piano personale sia su quello istituzionale. Continue reading

L’avvoltoio di New York, di Alfredo Somoza

Lo statunitense Paul Singer, 69 anni, ha una fortuna personale valutata in 1,2 miliardi di euro grazie alla proprietà del Fondo Elliott Capital Management, gestore di 11 miliardi di dollari. Attraverso la Elliott, Singer opera sul mercato del debito sovrano in sofferenza, acquistando quando i bond sul debito sono sottovalutati per poi tentare la causa contro lo Stato emittente per incassare il valore nominale più gli interessi. Grazie a questa “specialità”, il suo fondo è stato battezzato “avvoltoio”, nel senso che si ciba di cadaveri, cioè di debiti di paesi falliti, dando il colpo finale a economie già duramente provate. Continue reading

Il poeta che scriveva sugli alberi: fenomenologia di Reinaldo Arenas

“Il realismo è quanto di meno realistico possa esistere in letteratura. Dacché esso elimina tutto quello che si muove in un essere umano: non solo la sua vita esteriore, ma i suoi misteri, il suo potere di creare, di dubitare, di sognare, di pensare, di vivere incubi.”
Da un’intervista concessa da Arenas a Ann Tashi Slater nella biblioteca dell’Università di Princetown*

In uno di quei viaggi che mi portavano, in varie occasioni dell’anno, da Napoli a Barcellona, dove vivevano mia madre e i miei fratelli, avevo partecipato a una campagna di raccolta fondi per GreenPeace. Ero un adolescente squattrinato, con poca faccia tosta, e le commissioni che ricevevamo per ogni volontario ingaggiato, nel mio caso erano ridotte all’osso. Verso la fine della campagna, ci avevano detto di andare a cercare possibili interessati all’ingresso del camping Estrella de mar, che occupava, pare in maniera non del tutto legale, una vasta pineta affacciata sulla spiaggia di Castelldefels, dove viveva la mia famiglia.
Anni dopo, mentre ponevo frettolosamente fine ai miei studi di letteratura comparata all’Università Autonoma di Barcellona, avevo scoperto che in quello stesso camping, alla fine degli anni settanta, aveva lavorato Roberto Bolaño, come guardiano di notte. E di certo quel posto doveva albergare uno strano magnetismo poetico, perché proprio alla fine della mia poco proficua giornata in qualità di promotore per GreenPeace, avevo conosciuto, nel bar vicino all’ingresso del camping, il signore americano che, visibilmente infastidito dal caldo, aveva usato come se fosse stato un ventaglio, il primo libro che io vedevo di Reinaldo Arenas. Continue reading

Scuola estiva di traduzione a Castello Manservisi

Riceviamo e con piacere diamo notizia di una bella iniziativa alla quale collaboriamo

Dopo la bella e proficua esperienza dell’anno scorso riproponiamo anche quest’anno la Scuola estiva di traduzione a Castello Manservisi – Porretta  Terme (BO).

Si tratta di un laboratorio residenziale della durata di tre giorni e mezzo – 20-23 luglio – a costi molto contenuti, con lettura-spettacolo finale nell’ambito delle manifestazioni culturali estive dell’Alta Valle del Reno e pubblicazione in e-book dei testi prodotti nel corso del workshop, che si rivolge a studenti e neolaureati in Lingue, Traduzione e Mediazione linguistica. Continue reading

Sciopero degli uteri, di Beatriz Preciado

La filosofa femminista Beatriz Preciado si scaglia contro il progetto del governo di Rajoy di “piantare una bandiera spagnola in ogni utero dello Stato nazione”. Contro gli insani propositi del cattolicesimo nazionalista, affermazione di sé come cittadine totali: astinenza, omosessualità, masturbazione, feticismo… aborto.

Rinchiusi nell’illusione individualista neoliberale, viviamo nell’ingenua convinzione che il nostro corpo ci appartenga, che sia la nostra proprietà più intima. In realtà, la maggior parte dei nostri organi è gestita da varie entità governative o economiche. Continue reading