Roberto Bolaño – La stella distante della letteratura cilena, di Lina Meruane

Pubblichiamo di seguito un’intervista che  la scrittrice Lina Meruane fece nel febbraio del 1998 per la rivista cilena “Caras” ad un ancora poco conosciuto Roberto Bolaño. Buona lettura.

Fino a poco tempo fa, i suoi scritti giravano solo in circoli di lettura selezionati. Venivano considerati una scoperta, e chi osava consigliarli poteva anche vantarsi di aver letto – come se non bastasse – qualcun altro dei sei libri di narrativa, o uno di poesia, pubblicati da Roberto Bolaño (1953). Solo di recente si cominciano a udire i bemolle delle sue storie, una saga notevole in cui si è accostato – con un linguaggio laconico, un umorismo stravagante cui ricorre anche quando parla, e un particolare senso della tenerezza – alla vita di personaggi segnati dall’insuccesso e da una certa sordidezza che non sfocia nello scatologico. Continue reading

Ribeyro nella sua ragnatela, di Alejandro Zambra

“Ogni scrittore ha il volto della sua opera”, pensava Julio Ramón Ribeyro, ma non è facile determinare il volto di Ribeyro, perché il suo aspetto cambiava molto da una foto all’altra: i capelli lunghi o corti o di media lunghezza, con o senza sigaretta, con o senza baffi, un gesto serio, un lieve sorriso o una risata improvvisa. È come se avesse deciso di depistare i curiosi con rudimentali travestimenti. Continue reading

Amici messicani, di Juan Pablo Villalobos

Esce oggi in libreria il libro di Diego Enrique Osorno «Z. La guerra dei narcos». Cogliamo l’occasione per pubblicare questo bell’articolo di Juan Pablo Villalobos, scrittore messicano, che ci racconta come ha conosciuto Osorno e l’importanza del suo lavoro di giornalista in un Paese difficile come il Messico. Buona lettura

traduzione di Thais Siciliano

«Le bande di assassini hanno introdotto nei loro squadroni della morte cameraman e fotografi, alcuni meno improvvisati di altri, che si occupano di documentare i loro crimini con delle riprese che poi vengono inviate direttamente al Blog del Narco. All’interno del commando un fotografo o un cameraman hanno la stessa importanza di un sicario. Altrimenti chi immortalerebbe con sguardo d’autore tutti quegli omicidi che poi vengono caricati sul Blog del Narco (o, quando va male, su Youtube per pochi minuti)? Primo piano sulla decapitazione, carrellata in avanti sulla raffica di mitra. Aspetta che metto il grandangolo per far entrare tutti i cadaveri nella foto. Accendi la luce che non si vede bene come gli taglia- mo la testa, sennò devo usare il flash.» Continue reading