Juan José Saer: cicatrici di una lunga assenza

Beatriz Sarlo, che ricorda il suo amico in questo numero, dice che è stato il più grande scrittore argentino della seconda metà del XX secolo. Ne parla anche il suo editore Alberto Díaz e la critica Florencia Abbate ci offre una mappa per entrare nella sua opera.

La scrittrice Beatriz Sarlo ha detto una volta che Juan José Saer è stato il più grande scrittore argentino della seconda metà del XX secolo. Quando La Gaceta le ha chiesto perchè lei ha risposto: “Ha costruito un suo spazio letterario. Ha inventato una scrittura che non deve nulla a Borges. Nemmeno le sue trame devono qualcosa al tipo di trame borgesiane. In quel momento sorsero due linee che si allontanavano da Borges e che collocavano la letteratura argentina in un posto diverso, originale. Da una parte c’era Manuel Puig (1932-1990), che andava verso la cultura pop, e dall’altro Saer che procedeva verso una scrittura raffinatissima”.  Continue reading