Iniziamo oggi la pubblicazione di una serie di racconti di Patricio Pron, uno dei più interessanti e singolari autori argentini (Rosario, Argentina, 1975). Il racconto che presentiamo in questo post è uscito sulla rivista Eñe e sul blog El Boomeran(g). Seguiteci per leggere gli altri racconti.
traduzione di Chiara Muzzi
foto di Daniel Mordzinski.
1. Lost John legge il referto della clinica e scopre che ha l’AIDS. Non era altro che un controllo di routine, di quelli che i produttori di film porno richiedono regolarmente, ma il risultato non è quello che doveva essere. Lost John rimane a guardare il foglio che ha in mano. È in piedi in cucina con solo le mutande addosso e gli gira la testa, così si appoggia al bancone un momento e prende fiato. Poi si veste lentamente, mette qualche vestito in una valigia e chiama un taxi. Mentre aspetta che arrivi, sfoglia un giornale dove c’è lui che si scopa Alyssa Soul. Quando volta pagina, vede Alyssa Soul con la faccia coperta dal suo sperma e sa che è l’ultima volta che sarà su un giornale, probabilmente l’ultima volta che si scopa una davanti a una telecamera, e sente sollievo e nostalgia. Pensa che il suo uccello non sembra davvero duro, che si vede troppo il gel lubrificante intorno all’ano di Alyssa, si chiede come siano potuti sfuggire certi dettagli al fotografo, al direttore e all’assistente, che erano presenti quando è stata girata la scena a cui si riferiscono le fotografie, una settimana prima. Poi ricorda la conversazione avuta più tardi con Alyssa, nelle docce, quando hanno scoperto che entrambi avevano avuto un’infanzia vagabonda, sempre dietro a padri militari che si spostavano periodicamente da una caserma all’altra, tutte uguali ma in posti come il Texas o il North Carolina o la California. Il padre di Alyssa era morto durante la prima Guerra del Golfo e anche quello di Lost John, ed entrambi si erano stupiti di queste coincidenze e, soprattutto, del fatto di avere avuto quella conversazione in un ambiente in cui non è normale raccontare cose intime a meno che non siano finte. Alyssa gli aveva dato il suo numero di telefono ma Lost John l’aveva buttato nel cestino mentre usciva dagli studi. Non voleva niente di troppo personale. Chiamano al telefono per dirgli che il taxi lo aspetta fuori, Lost John ringrazia e riattacca delicatamente la cornetta e poi cammina verso la porta.
2. Qualche ora dopo, il suo agente apre la stessa busta della stessa clinica medica e legge la stessa diagnosi. Il suo agente è un ex attore porno di nome Bob Powers – anche se, viste le sue doti, qualcuno lo chiama “God Powers” – che è uscito dal giro troppo tardi, cosa che dimostrano alcune pellicole della fine degli anni Ottanta che ha fatto ritirare dal mercato appena ha potuto. Negli ultimi tempi ha cambiato moglie per la terza o quarta volta e ha il ciuffo e un paio di occhiali che ricordano quelli dell’attore che è il suo responsabile di Scientology, a cui si è iscritto per evadere le tasse. Che la clinica medica gli mandi il referto di uno dei suoi rappresentati è normale, dato che è lui a doverlo distribuire poi tra i produttori interessati ad assumere Lost John; a non essere normale è la diagnosi. Bob Powers sa che a partire da quel momento ha perso una delle sue principali fonti di guadagno e pensa che deve rimpiazzarlo subito, magari con Adam “Long” Oria, l’attore latino che assomiglia un po’ a Lost John agli inizi. Chiama Lost John al cellulare ma gli risponde la segreteria telefonica. Più tardi si metterà in macchina e andrà a casa di Lost John. Troverà parcheggiata davanti alla porta la sua auto e in casa – da quando erano stati amanti per un breve periodo, sei anni prima, Bob ha una chiave della casa di Lost John – troverà il suo portafoglio, il cellulare e le chiavi dell’auto. Mentre starà frugando nei cassetti alla ricerca di qualche indizio su dove potrebbe essere fuggito il suo rappresentato, qualcuno suonerà il campanello. Bob Powers rimarrà immobile e si chiederà se deve aprire o no la porta, spaventato. Deciderà di no e si siederà un attimo nell’attesa che chi ha suonato se ne vada; si verserà un bicchiere d’acqua ma non berrà. Poco dopo uscirà facendo attenzione e troverà l’impiegato delle poste, in piedi sul prato verde dell’ingresso, che gli chiederà di Lost John. Dietro di lui, la vicina di fronte guarderà curiosa verso la casa. Merda, penserà Bob Powers: adesso è coinvolto nella sparizione del suo rappresentato. Lei è il signor John Stuart Mill?, gli chiederà il postino. Bob Powers farà segno di no con la testa e correrà verso la sua auto, lasciando la porta aperta.
3. Lost John è stato contagiato il dieci marzo dello stesso anno mentre girava un film in Tailandia che non è ancora uscito sul mercato. Una volta tornato, il diciassette marzo, ha fatto il test di routine che ha dato risultati negativi e ha ripreso a lavorare senza problemi. Bob Powers cerca di arginare la notizia, ma la stampa presto la scopre e le dedica lo spazio che si dedica a queste cose: una colonna minuscola nella sezione generale. Un redattore del Los Angeles Sentinel stende con l’aiuto di alcuni produttori una lista di persone che potrebbero essere state infettate da Lost John. La lista include una “prima generazione” di attori e attrici porno che sono stati penetrati da Lost John senza preservativo o hanno girato qualche scena con lui dopo il diciassette marzo. La lista include anche una “seconda generazione” di attori e attrici che hanno girato delle scene con qualche attore o attrice inclusi nella “prima generazione” del contagio, e una terza. L’articolo finisce dicendo che una delle attrici della “prima generazione”, la canadese Ana Foxxx, si è già sottoposta volontariamente al test dell’HIV e che il risultato è positivo, e aggiunge un appello generale rivolto a quelle persone, professionisti dell’industria pornografica o meno, che possano avere fatto sesso con Lost John lontano dalle telecamere e a chi possa averlo fatto con qualcuno della prima e della seconda generazione affinché si astengano da qualsiasi relazione sessuale per precauzione almeno per un anno e che si sottopongano al test dell’HIV per accertare se sono stati infettati o meno. Ovviamente, quando l’articolo viene pubblicato è già tardi per centinaia di persone. In ogni caso, la lista dei possibili infettati e della relativa data di contagio è la seguente: la “prima generazione” comprende Stacie Candy, Desiree Slack, Ana Foxxx, Katie Persian, Martin Iron, “Gaucho” Cross e Alyssa Soul. La “seconda generazione” si deduce dalla seguente lista: Stacie Candy ha lavorato con Diamond Maxxx, Filthy Doreen, Señorita Arroyo, Patricia Petit, Francesca Amore e Jocelyn Davies; Desiree Slack, con Kayla Doll, Ana Foxxx, Anita Redheaded, Indian Summer, Taylor Knight, Raveness Terry, Eva Lux e Charlie Mansion; Ana Foxxx, con Sin Starr, Jenny López, Mark The Shark, John Michael, Patrice Caprice, Jessica Cirius, Desiree Slack e il travestito TT Boy; Katie Persian, con Lucy Dee, Hein Commings, Alex Sanders e Thomas Sexton; Martin Iron, con “Gaucho” Cross, Brian Hardwood, Annie Cruz, Markus Großschwanz, Tony Deeds, Blackie Jackie, Tommy Strong, Val Jean e Marc Anthony; “Gaucho” Cross, con Martin Iron, Indian Summer e il travestito TT Boy; Alyssa Soul, con Johnny Gnochi, Jack Kerouass e Sandy Candie. La “terza generazione” include i nomi di duecentoventiquattro attori e attrici che hanno lavorato con quelli citati prima e può essere ampliata con una “quarta generazione”, una quinta e così via.
4. Lost John è steso sulla sabbia. Un ragazzino gli si avvicina e gli chiede qualcosa in portoghese che lui non capisce. Il ragazzino gli dice: «Do you wanna fuck?» e gli sorride, ma Lost John si solleva, guarda il mare e gli dice di no. Il ragazzino inizia ad allontanarsi. Lost John guarda una barca a vela che si perde dietro un’onda e chiama il ragazzino, che si riavvicina sorridendo. Lost John gli mette una banconota in mano e, senza dire una parola, si volta e lascia la spiaggia da solo. Per le strade del Brasile non attira l’attenzione. Ha una stanza che si affaccia sul mare ed è un buon posto per pensare e piangere e cercare di capire cosa fare. A volte vorrebbe masturbarsi ma non riesce a farselo venire duro. Altre volte scende in spiaggia la mattina, ma la maggior parte delle volte ci va di sera, quando non c’è nessuno. Si butta in acqua e poi si stende sulla sabbia nell’attesa che il cuore si tranquillizzi. Un giorno – è mattina – è steso così sulla sabbia quando vede che di fianco a lui si è seduto qualcuno. È una ragazza nera, che guarda il mare. Lost John si solleva e anche lui guarda il mare. Nessuno dice niente e dopo poco Lost John si stende di nuovo di schiena sulla sabbia. Il costume bagnato gli evidenzia l’uccello e lui si copre con un asciugamano per non farlo vedere, e sorride. La ragazza si alza e se ne va, ma torna il giorno dopo. Gli dice qualcosa in portoghese che lui non capisce. Lui le sorride. Lei sorride. Poi si alza e se ne va. Il pomeriggio, non sa bene perché, Lost John chiede al portiere dell’hotel di procurargli un dizionario bilingue portoghese e inglese. Il ragazzino gli dice di sì e lo saluta chiamandolo con il nome che Lost John ha fornito alla reception quando si è registrato e che, ovviamente, non è il suo.
5. Il mattino dopo arriva in spiaggia e lei è già sdraiata sulla sabbia. Indossa un bikini minuscolo, che forma un angolo retto dall’interno coscia ai fianchi, dove resta sospeso. Lost John le lascia con delicatezza il dizionario di fianco e corre verso il mare. Quando esce dall’acqua vede che lei lo sta sfogliando. «You, english», dice lei. «Americano», risponde lui. Cominciano a parlare, all’inizio lentamente, cercando le parole nel dizionario, e più veloci quando entrambi perdono l’interesse per la grammatica. Lei si toglie continuamente i capelli che il vento le sposta sul viso. Lost John vede che ha i denti gialli ed è un particolare che gli sembra seducente, in qualche modo. Lei sfoglia il dizionario per un po’ dandogli la schiena e poi si volta e gli chiede: «You, want fuck?» «Não posso», risponde lui dopo un po’. Lei gli ridà la schiena e Lost John pensa di avere rovinato tutto. Guarda il mare. Dopo poco lei si volta ancora e gli chiede: « You, want dance?» e Lost John sorride e dice di sì.
6. La sera lui si mette una camicia bianca e dei pantaloni attillati e la sta aspettando nella reception dell’hotel quando lei passa a prenderlo. Bevono birra e aguardiente de caña e lui cerca di ballare una musica che non ha mai sentito prima. Nel fragore del ballo, lei lo bacia e lui non sposta la bocca. Lei sorride.
7. Le uscite si ripetono qualche altra volta. Lui non scopre mai niente di lei: non sa come si chiama né dove vive né quanti anni ha, anche se immagina che è di sette o forse otto anni più giovane di lui, che ne ha ventiquattro. Un giorno, il portiere dell’hotel gli dice che, senza volersi fare gli affari suoi, vorrebbe suggerirgli di fare attenzione, dato che molte delle giovani che frequentano gli stranieri lo fanno per interessi economici e criminali, e aggiunge: la maggior parte ha l’AIDS. Lost John lo guarda perplesso, senza sapere cosa dire. Il portiere gli sorride e gli chiede se ha bisogno di altro e Lost John dice niente ed esce. La sera chiama a casa di sua madre ma riattacca senza dire una parola.
8. «Cómo é teu nome?», le chiede lui all’orecchio mentre riprendono fiato. «Luizinha», gli risponde lei. «Eu creiba que ja o tinha dito», aggiunge. «Eu me chamo John», dice Lost John, e lei ripete: «John» e beve.
9. Escono tutte le sere per qualche settimana. Ogni sera vanno a ballare e poi camminano sulla spiaggia e iniziano a baciarsi e a guardare le stelle. A volte, con una frequenza sempre maggiore, si toccano anche, ma quando lei glielo prende con le mani, lui la allontana e si scusa e le chiede se vuole che la accompagni a casa. Lei dice sempre di no.
10. Lui compra qualche libro sull’AIDS. Non capisce bene le spiegazioni perché sono in portoghese, ma in uno vede una fotografia al microscopio del virus che lotta con una cellula e l’immagine gli sembra dolorosamente bella.
11. Lei si prova un vestito che lui le ha appena comprato. Sorride.
12. Lui inizia a masturbarsi pensando a lei. A volte gli piace e a volte no, ma quando finisce pensa sempre a lei e pensa di non riuscire ad aspettare fino a quando la rivedrà.
13. Un giorno, alcuni mormoni lo avvicinano in strada e cercano di parlargli di Dio. Lui si scusa dicendo che non parla portoghese, ma uno dei missionari è un giovane dello Utah e gli dice: «Hello, brother». Lost John teme che lo riconosca, ma capisce subito che è improbabile che un mormone dello Utah lo riconosca e cerca di liberarsi. Più avanti, lei lo aspetta sotto un lampione spento. «I can’t. I’m sick», dice lui e cerca di continuare a camminare, ma il mormone gli mette un opuscolo in mano e gli dice: «May God forgive you for what you have done and what you will do».
14. La sera vanno a trovare i genitori di lei, che vivono in una baracca su una collina. I genitori gli offrono dell’acqua fredda e cercano di mostrare interesse per Lost John, ma John si è preparato per l’occasione solo qualche frase slegata e poco dopo la conversazione finisce. La madre e la figlia escono in cortile a richiamare le poche galline che hanno e Lost John e il padre restano a guardare una partita di calcio di cui non capisce le regole. Più tardi, quando lasciano la casa, vengono assaliti da alcuni ragazzini. All’inizio gli chiedono dei soldi e lui nega con la testa e sorride, ma poi uno di loro tira fuori una pistola e gli dice qualcosa che Lost John non capisce. Allora lei reagisce e colpisce il bambino della pistola e gliela toglie e la butta in un campo. Alcuni bambini scappano e altri vanno a cercare la pistola nell’erba e loro due continuano a scendere dalla collina seguiti solo da due cani neri che non hanno niente di meglio da fare. Dopo un po’ lei gli dice che i ragazzini che hanno cercato di rapinarli erano i suoi fratelli.
15. «Eu desejo ser tua mulher, desejo ser a mãe de teus crianças», gli dice lei. «Eu não posso ter crianças, eu estou enfermo», le risponde lui. «Fize muitas coisas más». «Não importa, meu amor», gli risponde lei. «Eu te amo», aggiunge. Lui se la cava bene in queste conversazioni perché passa i pomeriggi a guardare le telenovelas brasiliane nella sua camera in hotel, a vedere come i soldi spariscono e a pensare alle persone che ha contagiato – in realtà, pensa solo ad Alyssa Soul e a suo padre militare e a cosa le ha fatto – e a chiedersi cosa fare.
16. A volte lei piange quando è insieme a lui e gli dice che quello che le fa paura, quello che le fa più paura, è che la loro storia d’amore non finisca, che si interrompa quando lui se ne andrà, se prima o poi se ne andrà, e che non finisca come dovrebbe finire, quando tutti e due moriranno e insieme a loro morirà la memoria di tutte le cose che hanno fatto e amato.
17. Un giorno, mentre si mette una giacca, Lost John trova l’opuscolo che gli avevano dato i mormoni. Dice che ci sono uomini a cui spetta contribuire alla rovina del mondo così come ad altri spetta contribuire alla sua salvezza, poiché entrambi hanno il loro posto e sono utili a Dio come la semina e il raccolto. Lost John si chiede se quello che farà contribuirà alla salvezza del mondo o alla sua rovina, e si chiede se lui è quello che semina o quello che miete. Il pomeriggio mette le sue cose in valigia e lascia l’hotel. Il taxista lo porta fino ai piedi della collina e si rifiuta di andare oltre. Lost John lo paga con quello che gli rimane ed esce velocemente dal taxi, prima che il taxista si accorga che il denaro non basta. Mentre sale, vede avvicinarsi i fratelli di Luiza. Alza le mani per scherzo, come se tutti stessero giocando, e consegna la valigia: in fin dei conti ha solo qualche vestito. Più avanti, vede che Luiza smette di fare quello che stava facendo e inizia a camminare verso di lui. Il bambino della pistola, alle sue spalle, dice qualcosa che lui non riesce a capire e Luiza alza una mano verso di loro.
dignix
luglio 25, 2012
interessante, uno stile così poco sudamericano. asciutto. veloce come una lama.
f
luglio 25, 2012
La tua mini-recensione coglie perfettamente nel segno. Pubblicheremo ancora qualche racconto di Pron. Síguenos!
dignix
luglio 25, 2012
Pur con delle differenze mi fa pensare allo stile diretto e asciutto del cubano Pedro Juan Gutierrez, e al suo “realismo sporco”… non anglosassone, naturalmente, ma di stile caraibico. Attendo i nuovi racconti…
hai promesso!
f
luglio 25, 2012
Promesso!
dariorana
agosto 12, 2012
mi piace il ritmo e la semplicità. anch’io aspetto nuovi racconti!
f
settembre 8, 2012
Avete letto gli altri racconti? Cosa ne pensate?