I modelli di riferimento del romanzo poliziesco spagnolo sono argentini e sono ancora inediti nel loro paese


In Spagna sono premiati, sono tradotti in diverse lingue – inglese, francese, tedesco, olandese, italiano – li celebrano lettori, editori e critici. Sono Guillermo Orsi e Raúl  Argemí il duo della letteratura poliziesca argentina che si cela dietro ai modelli di riferimento del noir spagnolo. Pur essendo a lavoro da più di tre decadi, la popolarità gli è arrivata dall’altro lato dell’oceano.
“Nel 2001 ho vinto il premio Felipe Trigo con Los muertos siempre pierden los zapatos. Ero talmente sicuro che non lo avrebbero preso in considerazione, per la sua natura così argentina, che mi ero perfino dimenticato di averlo inviato. Un giorno, però, ho ricevuto una chiamata in cui mi avvisavano di aver vinto e ho cominciato a pubblicare i romanzi che avevo già scritto o iniziavo a scrivere allora”. Allora è adesso e a parlare è Raúl Argemí dalla sua casa di Barcellona.
Nato nel 1946 a La Plata, trascorre alcuni anni sul Río Negro prima di attraversare l’Atlantico nel 2000. Tra i suoi romanzi hanno pubblicato Penultimo nome di battaglia (Premio Dashiell Hammett), Patagonia ciuf ciuf e Retrato de familia con muerta (rifacimento in forma di fiction sull’omicidio di María Marta García Belsunce, Premio internacional de novela megra L’H Confidencial).
Il mondo di Argemí è aspro e compatto come il deserto patagonico che fa da scenario alla maggior parte delle sue storie. Il suo stile, ispirato dal cinismo di Robeto Arlt, ricrea atmosfere che vanno dal sordido al nostalgico e dall’intimo al politico. Una prosa che va a tempo di tango, musica country e rock & roll.
Anche per Guillermo Orsi la porta è stata aperta da un concorso.
“In Spagna mi hanno pubblicato nel 2004, quando ho vinto il premio Umbriel/Semana Negra con Sueños de perro.”
Nato lo stesso anno di Argemí, Orsi risiede dal 1995 nella Valle di Calamuchita, Córdoba. Alcune delle sue opere sono El vagón de los locos (Premio Emecé), Buscadores de oro, Nadie ama a un policía (Premio Internacional de Carmona) e Ciudad Santa (Premio Dashiell Hammett). Nella sua letteratura predomina un certo senso del dovere, un codice d’onore che spinge i personaggi a mettersi da soli nella bocca del lupo. Il lupo è la metropoli contemporanea popolata di narcos, ex torturatori riciclati, poliziotti corrotti e immigrati clandestini.
Pubblicare in Spagna per Argemì ha significato depurare il linguaggio colloquiale e dosarlo “come un pittore dosa i suoi colori”. Per Orsi, invece il problema non può essere risolto né un glossario né le note a fine pagina.
È molto probabile che a ottobre di quest’anno uno dei due aggiunga un altro premio a quelli già vinti: sono nominati al festival “Toulouse Polars du Sud” dell’omonima città in Francia.
Allora perché non sono ancora conosciuti nel loro paese? Ernesto Mallo, un maestro del noir, afferma “sono molti gli editori interessati alla letteratura di Argemí e Orsi e che li pubblicherebbero volentieri, ma sarebbero costretti a sacrificare i loro manoscritti”. Come direbbero i mafiosi: niente di personale è bussines.
“Questi autori hanno un qualcosa in più ed è proprio quello il problema” conclude l’autore di  Delincuente argentino.

Traduzione di Marianna Digrazia

Print Friendly

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *